Ma Babbo Natale esiste?

Un anno fa ho seguito un corso per genitori dell’Opera Nazionale Montessori e ricordo il sospiro di sollievo quando la docente, Vanda, ex maestra con parecchi anni di esperienza, disse una cosa tipo “lasciate la magia ai bambini,  Babbo Natale, l’omino del sonno, la fatina dei denti, non fanno certo male, e non sono inganni, sono fantasie, magie appunto”.

Come in molte questioni, mi pare che i montessoriani (ma poi si potrà dire montessoriani? Sembra una specie aliena. Da dove venite?  Veniamo in pace, da Montessori Terme) sul Natale e i suoi vari simboli, spesso si schierano sul Sì o sul No, fieri della propria posizione.

Ora, è logico che se uno si rifà ai testi di Maria Montessori, la risposta è apparentemente chiara. Ne Il bambino in famiglia, la dottoressa scrive:

Spesso gli adulti, che si affaticano a risvegliare nel bambino la sincerità, lo circondano poi con falsità, che non possono nemmeno venire annoverate fra le «menzogne convenzionali», ma sono meditate e hanno il solo scopo di ingannare il bambino. Forse dovremmo considerare sotto questo aspetto le storielle che si raccontano ai piccini della Befana che porta i doni. Un giorno una madre che risentiva penosamente questo inganno si provò a confessarlo alla sua bambina; la piccina fu talmente delusa nel sentire di essere stata ingannata, che ne rimase triste per una settimana. La sua mamma piangeva nel raccontarmi questo piccolo dramma. Non sempre, però, la situazione è così seria. Un’altra madre fece la stessa confessione al suo bambino. Egli si mise a ridere: «Oh mamma! Io lo sapevo da tanto tempo che la Befana non esiste!». «E perché non me lo hai mai detto?» «Mamma cara, vedevo che ti faceva tanto piacere!…» Spesso, dunque, si invertono le parti. I bambini, che sono degli osservatori finissimi, hanno pietà dei loro genitori e li assecondano per procurare loro una gioia.

In Montessori: The Science Behind the Genius di Angeline Stoll Lillard, però l’autrice collega il rifiuto verso queste bugie, non solo alla difficoltà dei bambini fino ai sei anni di riconoscere realtà e fantasia,  ma anche e, sopratutto, all’approfittarsi degli adulti di queste figure,  usando Santa Claus, Befana, omino della sabbia in modo manipolatorio per approfittarsi della buona fede dei bambini. Insomma, la lista dei buoni è una schifezza sempre e comunque!

Le festività però fanno parte della cultura di tutti i popoli (esistono popolazioni senza festività?), danno un ritmo all’anno e aiutano a formare legami emozionali forti, ricordi e identità. Negare del tutto l’esistenza del Natale sarebbe assurdo e comunque sarebbe un’alternativa non veritiera; abdicare al Natale più commerciale possibile sarebbe già più facile, con Babbo Natale che porta doni ai buoni e il rischio di cadere nei trappoloni pubblicitari, però non sarebbe proprio proprio etico.

E, allora, Babbo Natale esiste o no? Porta i regali o no? È un mito familiare oppure una bugia? I bambini si sentiranno ingannati o magici?

Il bello è che possono essere domande semplici o complesse, ma alla fine può rispondere solo ogni famiglia, in modo coerente con sé stessa e con la propria cultura.

Per noi, Nonno Natale esiste, dove esiste non sappiamo,  e in qualche modo porta i regali la notte di Natale. Magari mette solo un po’ di magia nella scatola, oppure fa un giro con una slitta supersonica, o è piccolo come una formica, chissà…

(Nell’immagine sopra la copertina di Babbo Natale e le formiche edito da Babalibri)

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