Il lavoretto di Natale

Ma un lavoretto può essere un lavoretto montessori?

Il nostro calendario dell’Avvento non doveva essere un lavoretto, ma la stampante non funzionava e quindi niente bellissima stampa di Babbo Natale. Allora ho deciso di disegnarlo io come ho visto fare

qui.

Perfetto.
È vero ci vogliono 20 5 minuti.
Poi ho messo la colla sul berretto di Babbo Natale.
Al contrario.
Era l’ultimo foglio rosso in casa.
Il figlio ora voleva il suo calendario.
E allora via di collage e di lavoretto. Pure guidato, perché se no tutti i pezzetti di carta rossi sarebbero finiti uno sopra l’altro e mi scocciava un po’. Tra un “questo mettilo lì” e un “questo là” ci siamo pure divertiti.

Ma che senso ha il lavoretto per un bambino? In questo caso, in pratica il lavoretto era il mio e sono stata aiutata, abbiamo quindo condiviso un lavoro mio. Ma mi è capitato anche di ricevere un cuore con appiccicati sopra (da me!) due pezzetti di carta perché M non voleva collaborare al collage e per qualche ragione, a me sconosciuta, quel lavoretto per la festa della mamma era essenziale.

Lavoretto è un termine di per sé dispregiativo soprattutto se la scatola decoupage della mamma poi si considera un’opera di artigianato finissimo. Nel lavoretto si considera più il risultato del processo  (io volevo un berretto di Babbo Natale che almeno assomigliasse ad un berretto per il mio nostro calendario).

Il pensiero montessoriano sul tema è ben esplicitato in questo articolo pubblicato sul Quaderno Montessori.

I deprecabili “lavoretti”  – quei manufatti tutti uguali in cui l’intervento   degli adulti è preminente rispetto al fare dei bambini, elaborati su un modello che non lascia spazio ad alcuna variante – sono un soldo falso. Possono essere un omaggio della maestra ai genitori, ma non diciamo che sono opera dei bambini solo perché ci hanno incollato sopra un pupazzetto o li hanno decorati con un loro scarabocchio a mo’ di autografo. A chi vogliamo darla a intendere? Legati a scuole materne o ad asili di suore datati primo novecento, dovrebbero essere stati spazzati via dal riconoscimento delle capacità autonome dei bambini fin dai primi anni di vita. E invece non è così, perché l’adulto non rinuncia a un proprio perfezionismo di maniera e va in cerca del prodotto che testimoni più la sua bravura (quale?) di insegnante che la capacità di seguire gli interessi originali dei singoli bambini. Quando la smetteremo di ammaestrarli passo passo  anziché  sostenerli nella realizzazione dei loro progetti.

Io personalmente condivido il pensiero di questo bel post di Ad un millimetro da me.

durante il lavoretto, dov’è la parte di sperimentazione? Quando, dove, come, un bambino prova, ricerca, scopre?

Nel nostro lavoretto involontario di sopra sicuramente la parte essenziale è stata la condivisione di qualcosa di mio. E non è poco certamente.
Ma sperimentazione e scoperta?
E se tutto ciò che si fa di creativo finisce con il ridursi ai lavoretti (e succede)?

Per una visione alternativa dei lavoretti pregasi leggere Ti asmo.

Allora, restiamo pure pigri e smettiamola di collezionare anime della carta igienica.

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