immagine Nutrire l’inconscio

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Questo è un pezzetto di un lungo articolo sulla conquista del linguaggio che ho trovato in un vecchio Quaderno Montessori acquistato su Ebay.

Uno degli aspetti che affascinano del Metodo Montessori sono quei bambini piccoli che scrivono e le lettere smerigliate sono famose quasi quanto la torre rosa.

Per me, è uno degli aspetti più pericolosi del metodo Montessori. Da un lato, si rischia il predominio delle attività legate a lettura e scrittura in un’accezione intellualistica ben lontana dal pensiero della Montessori; dall’altra il rischio è voler fare le cose prima, la precocizzazione di un percorso altrimenti naturale.

E, allora, in quella frase “non perché qualcosa venga fatta prima, ma per nutrire il periodo sensitivo” trovo che ci sia molto del metodo Montessori che mi piace, a cui cerco di avvicinarmi a piccoli passi. Ma in quel “il modo deve essere”, non delicato di più, “delicatissimo’ che a mio parere si trova l’essenza di chi applica il metodo Montessori. Supportando in modo delicatissimo il lavoro del bambino.

E come per tutte le cose delicate, il lavoro dietro è tanto.
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La prima Casa dei bambini veniva inaugurata il 6 gennaio 1907 a Roma, 109 anni.

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2 comments

  1. Grazie per l’articolo che mi ha dato spunti di riflessione. Proprio in questi giorni mia figli di appena 4 anni mi fa domande riguardo le lettere dell’alfabeto, vuole che le scriva sul foglio, mi elenca le parole che iniziano per una data lettera…insomma è proprio interessata. Io la sto assecondando, per lei sembra proprio un bel gioco, che non ha un fine preciso, se non quello di divertirsi. Qualcuno mi ha detto che è meglio arrivare a scuola senza sapere nè leggere nè scrivere altrimenti la bimba si annoierebbe…Io non sono d’accordo e cerco un approccio rispettoso della natura del bambino…chissà dove mi porterà questa ricerca.

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    • Quello che ti hanno detto, cioè la ragione numero 1 per non imparare prima (la numero 2 è la teoria steineriana), a me inquieta. Cioè, una maestra si trova bambini da 6 anni e mezzo a 5, con esperienze diverse tra loro… e insegna a TUTTI nello stesso modo? Aspettandosi gli stessi risultati di attenzione, comprensione eccetera? Mi sembra strano.

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