Montessori per tutti. O no?

Il pregiudizio di condannare al sonno i bambini si è diffuso tra i popoli nordici, senza alcun fondamento, e noi l’abbiamo accolto senza discuterlo. Una volta un bambino è venuto da me dicendomi di voler vedere una cosa tanto bella, di cui aveva sentito tanto parlare: le stelle; non le aveva mai viste, perché si vedono solo di notte, ed egli doveva andare a dormire assai presto. È facile allora capire che il bambino condannato a dormire deve trovare assai faticoso il suo lavoro interiore, perché deve combattere contro l’adulto, che distrugge le sue costruzioni e per di più lo condanna a dormire. Come tra le parole di Cristo che insegnano la carità c’è: «Non spegnere la candela fumigante», cioè: «Non finire di spegnere la luce che sta per estinguersi», così noi potremmo ripetere questo principio di carità per l’educazione: «Non cancellare i disegni che il bambino fa nella sua cera molle interiore». Questa è la più grande responsabilità che ha l’adulto come educatore del bambino che si sta costruendo. Il concetto fondamentale per l’educazione è dunque di non divenire un ostacolo allo sviluppo del bambino. Fondamentale e difficile non è il sapere che cosa dobbiamo fare, ma il comprendere di quale presunzione, di quali stolti pregiudizi dobbiamo spogliarci per renderci atti all’educazione del bambino.

Maria Montessori, Il bambino in famiglia

Oggi in un gruppo anglofono ho letto una discussione che mi ha dato molto da pensare.
La domanda era qualcosa come “metodo Montessori ed Estivill, cosa ne pensate? Cosa ne avrebbe pensato Maria Montessori di questo metodo per addormentare i bambini?”
Allora.
Innanzitutto, al metodo in questione non crede più neppure l’autore parlando di bambini sotto i 3 anni almeno, e lo ha detto. (Informatevi!)
Poi a volte trovo che richiamare la Montessori sia un’assurdità, il suo metodo non è cristallizato al 900, ma, si spera, che sia calato ai giorni nostri. Il metodo Montessori è profondamente attuale e pure innovativo, ma comunque non si possono negare anni e anni di scoperte successive (che per altro molto spesso ne confermano la validità). Una cosa che credo la Montessori proprio non avrebbe fatto , sarebbe stato ignorare completamente la ricerca neurologica, sociale, psicologica.
E, però, si devono conoscere e fare propri i principi del metodo per poter capire il filone di ricerca che può essere considerato un proseguimento, un ampliamento,  un supporto all’attuazione del metodo oggi. Basterebbe questo per essere sicuri che un metodo che comporta un cambiamento graduale nel comportamento naturale del bambino attraverso il condizionamento è l’opposto del metodo Montessori, ma proprio l’opposto.
A quel punto, la discussione, come accade SEMPRE, si è fermata sul :”Quanto giudizio!  Allora siete tutti genitori perfetti. Provate a non dormire per mesi e poi ne riparliamo.”
Ok.
Prima di tutto mi piacerebbe sapere perché nell’ambiente pseudo montessori o sei montessoriano  o sei un cattivo genitore. Non è così e ci mancherebbe! La maggior parte dei genitori sono ottimi genitori e non conoscono il metodo Montessori  (e molto spesso non lasciarebbero piangere i figli per seguire un metodo lo stesso).
Una cosa che trovo estremamente fastidiosa, poi, è il ridurre il metodo Montessori alle attività ignorandone i principi e, soprattutto, la filosofia. Ma che razza di senso ha? Ci saranno milioni di attività per bambini di tutte le età senza doverlo seguire. (Quello che penso è che per molti il montessori sia figo e non impegni troppo, e allora basta far usare il coltello a due anni e via libera a tutto il resto per dirsi montessoriani).
Un altro problema del metodo Montessori è essere considerato valido solo quando le cose vanno bene, quando c’è qualche problema si deve però tornare ai bei sistemi premi, punizioni e comportamentismo vario. Quando invece il rispetto, l’attenzione,  l’osservazione e la conoscenza dei tempi del bambino sarebbero così utili (molto di più che sapere come fare da soli le lettere smerigliate).

Il metodo Montessori può essere davvero un grande aiuto per le famiglie, basta avere l’accortezza di volerlo comoscere. Se il nostro approccio è quello comportamentista, che va per altro molto di moda oggi, ha davvero poco o nessun senso dare una spruzzata di montessori qua e là. Non saremo genitori peggiori per questo. Saremo solo più consapevoli e coerenti.

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