Montessori in viaggio

Questo è un post sulla mia personale idea del viaggiare in stile montessoriano. È il primo di (spero) una lunga serie, perché noi amiamo molto viaggiare, perché con l’Associazione di cui faccio parte abbiamo iniziato ad occuparci del tema e perché mi piace questa prospettiva.

ATTENZIONE. All’interno di questo post non troverete attività da fare in viaggio.

Già mi sono espressa abbastanza su quando non sia d’accordo a ridurre il metodo Montessori ad una serie di “attività per”, oggi mi scaglio anche contro alle centinaia di attività definite montessori per tenere calmi i bambini durante i viaggi.
Viaggi che evidentemente non tengono conto dei loro bisogni, se no, non ci sarebbe da distrarli in ogni modo possibile e immaginabile.
Già sento nella mia testa la vocina che dice:”Eh, ma allora teniamoli sempre a casa! Chiudiamoci dentro e buttiamo la chiave!”
Non intendo questo. Un viaggio è un’esperienza che può essere di grande arricchimento per la famiglia. O no. Dipende.
Nella gran parte dei casi ci saranno momenti in cui non sarà a misura di bambino. Ed è normale che sia così. Ed è per questo che tutti i genitori con un minimo di capacità organizzativa cercano attività da fare in macchina,  attività per un lungo volo in aereo, attività perché la creatura non dia di matto e non faccia impazzire tutta la famiglia,  attività perché passi 6 ore in macchina il meglio possibile senza volerci abbandonare nella prima piazzola, attività che siano divertenti,  istruttive, economiche e non gli lascino un secondo per rendersi conto che è legato al seggiolino e così via.
Si trovano on line tantissime attività utili in questo caso, ma perché scomodare un metodo rigoroso per tanti aspetti come il metodo Montessori? 
Perché voler rendere ogni momento artificialmente educativo?

Se una parte del viaggio è troppo pesante per i nostri figli, credo che qualunque tipo di distrazione che piaccia a loro abbia un senso, e non necessariamente deve essere qualcosa in linea con la nostra cornice metodologica.

Se i bambini sono abbastanza grandi, interessati, tranquilli e comodi allora l’attività più montessoriana possibile credo che sia coinvolgerli nel viaggio, seguire il più possibile i loro ritmi e considerarli persone che attivamente fanno parte della famiglia.

Cosa può essere montessoriano allora durante un viaggio.

1. Promuovere l’autonomia. Per i bambini scegliere cosa portarsi dietro in un piccolo zaino o in una piccola borsa, avere a disposizione snack e acqua da gestire autonomamente, o anche decidere se mettere la felpa o no può essere già una piccola rivoluzione.

2. Favorire la libertà di movimento. In viaggio si dovrebbero cercare tutte le occasioni di lasciare che i bambini “facciano”, che usino le mani e il corpo. In un viaggio in macchina è meglio prevedere più soste che stressarsi, ma anche cantare tenendo il tempo, ballare da seduti e cose simili se non forzate posso rendere il viaggio piacevole.

3. Rispettare i tempi. I tempi dei bambini sono lenti, o in certi casi molto veloci, comunque diversi da quelli degli adulti. Se non è proprio impossibile,  non saranno mai quei 5/10 minuti per passare da un’attività all’altra a cambiare qualcosa  (e neppure se sono 20/30 minuti). Apprifittiamone, noi adulti, per uscire dal condizionamento della fretta perenne.

4 Esplorare. Cosa si può esplorare seduti in auto? Su un aereo? O in treno?
Di trene e aereo direi che è abbastanza inutile parlare, un bambino molto piccolo va distratto e tranquillizzato, uno più grande troverà una varietà infinita di motivi di curiosità. Cerchiamo di esplorare anche noi, di informarci prima, di portarci dietro un bel libro sul mezzo di trasporto o sui posti che vedremo, di osservare il molto piccolo e il molto grande. Nei viaggi in automobile è più difficile,  ma arriva un’età in cui canzoni familiari e cosa c’è fuori dal finestrino cominciano ad interessare. Di mio sarei tentata con il quizzone (il foglio “cosa vedi dal finestrino”), ma alla fine penso non sia più educativo di una banda di dinosauri di plastica da far combattere e quindi perché sprecare tempo e carta? L’alternativa può essere il sempre sottovalutato chiacchierare con loro.

5. Coinvolgere davvero. Prima del viaggio,  durante e dopo, quanto veramente condividiamo con i bambini? (Non voglio dire far decidere a loro, ma anche a loro tenendo conto che… sono bambini, quindi possono avere idee meravigliosamente irrealizzabili).

Bonus. Dare fuoco alle proprie aspettative. I bambini possono, nonostante i nostri sforzi, non essere esempi di montessoriana autonomia, tranquillità e cortesia e noi possiamo dimenticarci cose apparentemente importantissime, prendere il raffreddore o svegliarci non amorevoli come vorremmo. Abbassare le aspettative a “umani che sbagliano” può diventare molto utile.

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