Visitare musei d’arte con bambini

Diverso tempo fa ho fatto qualche domanda ad Elisabetta, una mamma che conosco virtualmente come appassionata di libri per l’infanzia e arte, di raccontarmi la sua esperienza di viaggiatrice con il figlio. Questa intervista è rimasta poi lì in sospeso, fino alla ripartenza del blog. ora la ripropongo per prepararci alle prossime mostre autunnali, ringraziando Elisabetta Taramasco per la disponibilità e la pazienza.

Questo è il racconto che voluto condividere con noi.

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Io non sono una mamma Montessoriana, ma ho sempre tenuto presente che la mia età poteva rendermi una mamma apprensiva e meno “naturale” nei confronti del piccolo e quindi il mio principale tentativo è stato quello di contare fino a 10 ogni volta che avrei voluto impedirgli di fare qualche cosa (ovviamente nei limiti del possibile).

Questa premessa è per dire che giorno dopo giorno, passato sola con Bartolomeo, mi sono comportata “forzatamente” con tranquillità rispetto alla vita di tutti i giorni, pensando che non avrei dovuto “rinunciare” a nulla di ciò che ho sempre fatto (lavoro, amici, musica, teatro) ma semplicemente adeguare i miei ritmi ai suoi. (Nota mia. Questa cosa dei ritmi è bellissima e totalmente montessoriana. Ogni insegnante e formatrice passa ore a cercare di trasmettere quanto i ritmi dei bambini siano diversi da quelli degli adulti e quanto si possano perfettamente inserire i bambini nelle attività adulte che è giusto e fa bene, ma, appunto, con i loro ritmi)

Con questa prerogativa due anni fa io e Bart abbiamo preso un aereo da Bergamo, ognuno con il suo trolley, per atterrare a Parigi; una settimana tutta per noi (teniamo presente che non parlo francese e purtroppo anche il mio inglese non è dei migliori).

Ma cosa fai con un bambino di tre anni a Parigi?

A parte aver visto nuovi luoghi di cui non conoscevo l’esistenza e per questo ringrazio mio figlio per avermi spinta a cercarli, ho fatto quello che faccio sempre, sono andata a visitare i miei due musei preferiti: il museo d’Orsay e il Beauburg (centro Georges Pompidou).

I miei genitori prima e il mio percorso scolastico dopo (liceo artistico e facoltà di architettura) mi hanno portato a visitare musei e mostre di vario genere ed ho sempre pensato che l’arte moderna fosse una vera fonte d’ispirazione per i bambini, mi sembrava rivolta a loro, che liberi da ogni condizionamento, potevano interpretarla liberamente.

Ho così fatto l’esperimento con mio figlio, partendo da un museo come il d’Orsay strutturato in maniera molto libera con una zona a piano terra ampia e un po “caciarona” che mi ha permesso di affascinarlo per le dimensioni e al contempo di spiegargli che cos’è un museo e cosa avremmo potuto trovare in quel luogo.

Quindi non ho anticipato nulla, se non che avremmo visitato un luogo più grande della sua scuola che al suo interno conteneva oggetti e disegni bellissimi che potevamo guardare ma non toccare.

Non ho seguito un percorso, ho seguito Bartolomeo che faceva domande sui quadri che lo colpivano di più, sulla volta della ex-stazione ferroviaria che ospita il museo, che voleva salire con l’ascensore ai piani più alti etc.

Quando mi accorgevo che ci saremmo imbattuti in qualche quadro enorme, o nei pressi del grande orologio oppure al piano del mobilio, ho creato un pochino di suspance sussurrandogli che stava per vedere qualche cosa di speciale e allora aumentava la sua curiosità e poi aspettava il racconto (= spiegazione di ciò che vedeva). Quando lui ha detto andiamo via, non ho insistito nemmeno un secondo e siamo usciti.

La seconda esperienza è stata il centre pompidu, contrariamente a quella precedente la visita è avvenuta nel pomeriggio ma nonostante il pisolino era un pochino stanco (= nervoso/agitato). Non era convinto di entrare in un altro museo a distanza di soli due gg, ma quando ha visto le lunghe scale mobili ha voluto entrare in quello strano edificio.

Abbiamo saltato la parte stanziale dell’esposizione perchè è stato attratto da un’installazione che si muoveva nella zona delle esposizioni temporanee e lì è cominciata la mia “sudata”. Lui sembrava in un parco giochi, tremavo ogni volta che correva letteralmente verso un’installazione, ma grazie ad alcune “opere” che prevedevano interazione, alcuni filmati tipo cartone animato, installazioni multisensoriali etc, piano piano lui ha capito che non c’era fretta, che le cose non scappavano e anzi, poteva rivederle se voleva (alcuni filmati li ho visti anche 5 volte) e alla fine sono stata io a dirgli BASTA usciamo.

Il terzo museo che ho provato a fargli visitare, è stata “l’orangerie” piccola area espositiva vicino al Louvre, meno frequentata e con splendide opere impressioniste.

Data la dimensione delle stanze (è davvero un piccolo museo ma con allestimento perfetto e di grande respiro) siamo andati al mattino presto di domenica, all’interno io, bart due signori orientali con cuffiette per percorso guidato e due coppie di signori anziani.

In questo caso la vitalità di Bartolomeo ha ingiustamento allarmato un custode odioso che alle domande di Bart (postemi a voce normale e non sussurrate) rispondeva lui con un sonoro shhhhh. In questo caso sono uscita io dal museo portando via Bartolomeo perchè l’ingiustificabile intolleranza (garantisco che non recavamo alcun disturbo) ha innervosito me e sono uscita.

Questo a riprova che ci sono occasioni che per un motivo o per un altro non devono essere forzate, anche i genitori possono arrendersi e rinunciare.

Da quanto sopra cercherò di estrapolare sintetici consigli:

  1. Molto riposo prima di una visita, lo so che se si parte per andare ad una mostra si vuole arrivare presto, ma se i bambini sono stanchi prima di iniziare sarà una sofferenza per loro e per Voi;Se i bambini sono in età prescolare non dite molto su ciò che vedranno, la curiosità è il loro carburante;
  2. se i bambini vanno già a scuola probabilmente sanno già cosa è un museo, date poche e sintetiche informazioni, magari regalategli un bel quaderno tutto bianco con una di quelle penne con più pennini colorati dicendogli che magari può servirgli… li aiuterà a sentirsi “grandi” e a prendere appunti o copiare qualche cosa da far vedere agli amici o alle maestre;
  3. mettete in conto che non potrete vedere tutto quello che volete, e soprattutto che non sarete completamente tranquilli, prendetela come una passeggiata, i bambini non si perdono d’occhio, ma al contempo ci si guarda in giro.

  4. che siano piccolo o grandi, se volete osservare qualche cosa in particolare, “fate domande a loro” fatevi spiegare cosa rappresenta il quadro perchè voi non siete tanto sicuri di aver capito, potreste rimanere sorpresi;

  5. se un bambino rimane “catturato” da un oggetto/quadro/video/etc, chiedetegli se ha qualche domanda, chiedetegli cosa gli piace di quello che vede etc… date importanza a ciò che osserva;

  6. quando il bambino è stufo, potete provare ad insistere solo e sapete che può vedere una cosa che può interessarlo o anche solo dicendogli che Voi avete un desiderio e che poi andrete via, ma impuntarsi è controproducente, il museo deve essere un posto in cui ci si sente liberi di entrare ed uscire come si vuole (lo so che il biglietto è caro!!!!)

  7. se potete, fermatevi al book shop e scegliete con lui un oggetto e/o un libro per lui che gli ricorderà sempre l’esperienza vissuta con voi;

  8. a seguito del punto 6, partite pensando già ad un’alternativa.

Io credo che l’esperienza può essere soddisfacente per tutti, se nessuno si crea delle aspettative, siate chiari da subito con voi stessi (mettete in conto che potreste entrare ed uscire 10 minuti dopo) e siate chiari con i bambini (li portate a fare vedere un luogo molto bello, ma non li portate a giocare).

Certo però che Voi sarete comunque un pochino tesi, all’inizio è difficile, io ho davvero sudato in alcuni casi e mi sono davvero innervosita ma è comunque stata un’esperienza stupenda.

Suggerisco sempre il museo di arte moderna come inizio, per loro molto divertente e anche per i genitori che non sono appassionati potrà essere un modo nuovo per “leggere” un Polloc o un Matisse.

Portate i vostri bambini fino alle porte del museo, una volta entrati seguiteli, osservateli, guardate ciò che vi circonda con i loro occhi, vi condurranno attraverso un’esposizione inaspettata e alternativa… oppure vi condurranno semplicemente fuori da li…ma non disperate, andrà meglio la prossima volta.

Grazie ad Elisabetta per il racconto e i preziosi consigli.

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