Scegliere la scuola primaria (non montessori)

Sperando che prima o poi tutte le famiglie abbiano la possibilità di far frequentare ai figli una scuola a metodo montessori (o anche di snobbarla per una scuola che reputano migliore), ho cercato qualche dritta per districarsi nella scelta della primaria quando questa possibilità non esiste. Mi sono rivista un po’ di consigli visti gli anni passati e li commento qui.

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Per Nostro figlio,  sono fondamentali . La dirigente è senz’altro un aspetto importante, a meno che non sia reggente e quindi magari l’avrete un solo anno, o non abbia 12569 classi a cui pensare, quindi con tutta la buona volontà del mondo, meglio magari capire che è la responsabile di plesso o della didattica, come sono i gruppi insegnanti, e cose così. I POF sono utili se si sa leggere tra le righe, il titolo di un progetto non vuol dire come e quando sarà effettivamente portato avanti, ma un progetto di narrazione (esempio dal vero) fatto con la biblioteca tal dei tali (magari meno ostica da contattare di una scuola), vi dà l’idea dell’importanza del tema e di come sarà svolto. Gli Open Day sono utilissimi, ma sono anche un momento promozionale per la scuola, e le frasi più o meno vuote si sprecano. E i momenti in cui si magnifica la LIM pure.

50 sfumature di mammaconsigli di disarmante praticità,  a parte alcune imprecisioni come: Ha senso una primaria montessoriana e poi una scuola media tradizionale? Se sapeste qualcosa di più del metodo montessori, potreste tranquillamente dire di sì, visto che il bambino è in periodi ben diversi e in teoria alle medie si porterà il bagaglio anche di autonomia creato alla primaria. Ma tanto non ci riguarda perché come detto sopra, la scelta noi non l’abbiamo.

Da leggere, rileggere e memorizzare, il post di Mamma pret a porter con le domande che aiutano a capire quanto al di là delle parole, la scuola sia pedagogicamente vicina al nostro modo di intendere l’educazione.

Altri parametri da valutare quelli di La scuola in soffitta, molto basati sugli ambienti, che se non altro, sono valutabili in modo più semplice e molto spesso sono rivelatori di come funziona la scuola nella realtà.

Nel blog de Il bambino naturale trovate un serie di altre domande che vi possono far capire l‘idea del bambino che hanno le maestre della scuola che state visitando. Suggerisco caldamente di dividersi le domande tra genitori, in modo da non monopolizzare l’incontro.

Alla fine degli open day, delle chiacchiere interessate con i genitori, dello stalking alle maestre, bisogna mettersi lì e cercare di capire la nostra scala di priorità, facendo un bel reality check. Gli spostamenti per noi sono difficoltosi? Il giardino che reputiamo così importante viene usato dai bambini? Possiamo rinunciare davvero al tempo pieno o è una scelta obbligata? E così via.

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