Alessia Salvini e il suo progetto “Il Montessori a casa”

Lanciamo semi e opportunità di scoprire il metodo Montessori

Il mio obiettivo quest’anno è di conoscere meglio non solo il metodo Montessori, ma il vario mondo montessoriano. Far vedere, nel mio piccolissimo, la vitalità di questo mondo, fatto di persone normali mosse da grande passione. E sicuramente la passione per il Montessori e per la sua diffusione in Italia fanno parte del lavoro di Alessia Salvini (http://www.alessiasalvini.it/). Questo post è frutto di una chiacchierata telefonica con Alessia, educatrice, formatrice montessoriana per genitori e consulente come supporto alle famiglie che scelgono di avvicinarsi a questo percorso.

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Innanzitutto, vorrei chiederti di raccontare un po’ del tuo lavoro, molti ti conoscono

attraverso il tuo sito (www.alessiasalvini.it) o attraverso incontri e corsi per genitori, ma quali aspetti tocca questo lavoro che ti sei creata da sola?

Il mio lavoro si compone di tre aspetti principali. Da un lato, ci sono i convegni e le conferenze organizzati dalle Associazioni locali, soprattutto in relazione ad aperture di nuove scuole Montessori; poi ci sono i miei incontri de “ Il Montessori a casa” organizzati per i genitori, ma a cui partecipano anche tate, educatrici, nonni, organizzati da gruppi di genitori o associazioni che vogliono approfondire la conoscenza del metodo. Poi, a questo si aggiungono le consulenze personalizzate alle famiglie, effettuate di persona e via skype per chi è lontano. La mia mission è portare il metodo Montessori nelle famiglie, supportare la crescita dei genitori nell’approccio con i loro bambini, aiutarli a vivere questo nuovo e difficile ruolo con sempre più consapevolezza.

In cosa consiste il tuo supporto, pensando alla pedagogia montessoriana, al genitore?

Sono di supporto al lavoro sull’Essere genitore, si lavora insieme sulle difficoltà che hanno con i figli, sulla relazione. Soprattutto, aiuto a sostenere la consapevolezza con sé stessi e a mettersi in discussione se è il caso. E, comunque, tutto si basa sulla libera scelta. Sono i genitori a decidere cosa portarsi a casa dai corsi con me, come e quanto mettersi in discussione. Questo è un aspetto fondamentale del mio lavoro e del lavoro che i genitori decidono di fare su loro stessi.

Ecco, e cosa vuol dire per te essere un genitore montessoriano?

Essere un genitore vicino al metodo Montessori vuol dire scegliere di lavorare su sé stessi prima di tutto. Per quanto mi riguarda, mia figlia è stata una palestra di vita quotidiana di grande importanza. In tutti questi anni ho sempre scelto di affiancare al mio lavoro di educatrice e mamma, percorsi di crescita personale e spirituale. Questo mi ha dato modo di ‘crescere’ molto e continuare a crescere ancora, e ha fatto sì che questo sia il mio modo di ‘portare il montessori’ oggi nelle famiglie. Un grande e meraviglioso lavoro ogni giorno!

Tu giri molto, tra corsi e conferenze, come vedi allora lo sviluppo del metodo Montessori in Italia oggi?

Sicuramente rispetto a quando ho iniziato a studiare io il metodo Montessori, c’è tanta più

informazione e se ne parla di più. Oggi sul metodo Montessori si trova di tutto, da un lato è bello, perché ci sono gruppi in cui si parla, ci si dà supporto, cosa che fino a qualche anno fa non c’era, ricordo che io mi leggevo e rileggevo i libri di Maria Montessori… Il supporto di altre persone è molto importante. D’altra parte però può mancare un approfondimento vero e proprio, è un discorso che spesso non viene approfondito, creando disinformazione e pregiudizi. Anche per gli adulti che si avvicinano al metodo è fondamentale la libertà di scelta, però la libertà di scelta arriva solo con la conoscenza.

Molte persone si avvicinano agli incontri per curiosità o per moda, ma bene anche così. A volte ci sono persone scettiche, va bene lo stesso. Essere lì è già qualcosa, capisci che ci può essere un altro modo. C’è tanta curiosità e diverse nuove realtà stanno nascendo: Bisogna spargere semi e opportunità di conoscere il metodo Montessori.

Ultima cosa, come si concilia l’essere un genitore che segue la pedagogia Montessori e il dover scegliere per i propri figli una scuola tradizionale? Come si fa a mantenere i due aspetti per bilanciati? Come si sceglie una scuola primaria tradizionale?

Noi a casa, come genitori, siamo allineati sulle questioni pedagogiche e questo è molto importante, quindi mia figlia ancor prima di nascere ha ricevuto un approccio montessoriano! Non avendo altra scelta vicina, e non volendo stravolgere le nostre abitudini familiari con la scelta di una scuola lontana, abbiamo scelto una primaria tradizionale. Ed è stata un’opportunità per tutti, c’è sempre stato un confronto rispettoso e costruttivo, volto solo al bene della bambina, da tutte le parti. A casa abbiamo sempre avuto un riscontro di soddisfazione e serenità in nostra figlia, che è contenta di andare a scuola e proprio in quella scuola. A casa, per noi, il supporto montessoriano è importantissimo e costante, non solo nello spiegare i concetti magari in modo diverso, ma,

soprattutto, nei principi fondanti del Metodo Montessori. Ad esempio, sui voti, ci sono e va bene così, per noi sono un metro di misura che valuta il prodotto fatto, poi anche un voto basso si può usare per crescere, si può scegliere se approfondire un concetto, si può capire come, se serve un supporto nostro o se può farlo da sola. Insomma, libera scelta sempre, però un percorso c’è. Come nelle scuole Montessori, libera scelta in un percorso di conoscenza, assimilato un concetto si va avanti, ognuno con i propri tempi, ma si procede.

La scelta della scuola per noi è stata molto importante ed è un’esperienza di grande insegnamento. In ogni percorso che si fa, si può scegliere cosa prendere e portare con noi, per noi come famiglia questa è stata una grande opportunità. L’approccio montessoriano è un approccio di continua crescita del genitore, non si limita solo alla didattica, ma anche ad un percorso di conoscenza e di libera scelta, anche riguardo a come vivere gli eventuali problemi e le difficoltà. Poi sono sempre le persone a fare la differenza. Quando si sceglie una scuola si dovrebbe cercare di incontrare e conoscere le maestre, sfruttare gli open day per capire se, anche a livello di primo impatto, pensiamo che siamo in linea con noi, che ci sia sintonia, poiché saranno le persone con cui i nostri figli staranno per 5 anni. Ci sono maestre tradizionali con un grande cuore montessoriano!

Io, naturalmente, vorrei più scuole a differenziazione didattica Montessori ovunque, però la nostra è un’esperienza molto positiva e da questo incontro con la scuola tradizionale abbiamo avuto tante opportunità positive da sfruttare. E, spero, che abbiamo fornito anche qualche spunto.

Alessia Salvini Mamma Educatrice Coach Consulente Familiare Montessori

http://www.alessiasalvini.it/

tatafamilycoach@alessiasalvini.it

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