Scegliere la scuola primaria leggendo tra le righe

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In questi giorni siamo in giro per la ricerca della scuola primaria, partecipando a diversi open day di scuole, parlando con altri genitori, indagando in ogni modo. Vicino a noi non c’è una scuola montessori, quindi si tratta di scegliere una scuola tradizionale, quindi la questione è “Come scegliere una scuola tradizionale se ami il metodo Montessori?”

Vi dico prima di tutto cosa non considero eccessivamente. Non tengo molto in considerazione gli spazi esterni, perché non è affatto detto che un bellissimo parco sia utilizzato (ahimè!) e non considero molto le chiacchiere sulla scuola in generale, visto che quello che conta è il team didattico di quell’anno. Altra cosa che non mi interessa è “Abbiamo la LIM in tutte le classi!”, bene, bisogna vedere come viene usata, in sé non mi dice niente.

Considero molto invece gli ambienti interni della scuola che parlano della scuola in generale. Dove sono appesi i disegni? Così in alto che i bambini non li vedono neanche così non li rovinano? Che impressione generale dà? Di ordine e calore o di trascuratezza? Nelle aule c’è il banco vicino alla cattedra per l’alunno scalmanato? Sono aule colorate e caciarone o un po’ asettiche? Insomma, gli ambienti parlano, e spesso dicono di più di quello che dicono le maestre.

Considero molto anche l’approccio generale e il non detto, soprattutto su movimento e disciplina. Maestre che fanno un discorso generale sul movimento in classe e l’intervallo, dicendo le stesse cose sulla necessità di movimento dei più piccoli, dire che fanno le cose più lentamente e ci vuole più tempo, è diverso da dire che piano piano impareranno ad abituarsi alle regole e a stare seduti.

Io personalmente diffido moltissimo anche quando si comincia a parlare di intervallo come “sfogo” o di bambini che all’uscita hanno bisogno di “sfogarsi”. Se la necessità di movimento è rispettata, non è così, che non vuol dire che escano da scuola e siano statuine, ma neppure molle impazzite.  Come sono all’ora dell’uscita i bambini dalle scuole che vi interessano? Per quanto riguarda la disciplina, se vengono date caramelle come premi, stelline e simili, sappiate che l’approccio è comportamentista, l’opposto del filone pedagogico in cui sta il metodo Montessori, quindi poi non lamentiamoci se anche in altri aspetti sono molto distanti dal costruttivismo o dall’attivismo, qui ve l’hanno detto a chiare lettere.

Se si conoscono poi dei bambini che hanno avuto lo stesso team didattico, si può chiedere a loro, anche qui però leggendo tra le righe. Sono tranquilli? Gli piace la scuola? Vogliono ancora fare lo scienziato, la paleontologa o il giornalista, o sperano in un’attività che non richieda mai più di aprire un libro?

La lettura. Spesso c’è una biblioteca scolastica, magari è nuovissima e con volumi raccattati, come è stata aperta? Da chi è seguita, dai genitori o dagli insegnati? Come viene utilizzata nella scuola? Come è intitolata o che libro è ispirata? La Biblioteca di Topo Tip e la Biblioteca della Fabbrica delle parole, narrano due storie e due filosofie diverse. Come la utilizza il team didattico?

 

 

 

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