Comincia tu

La scorsa settimana ho messo un post su Instagram in cui mi chiedevo: E se la smettessimo di fare gli stronzi con i bambini? Poi l’ho condiviso su Facebook dove è stato visualizzato da un numero per me enorme di persone, tipo 14000.

Il post era questo:

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E il fatto che sia stato visto e condiviso da così tante persone non vuol tanto dire che io  sia diventata all’improvviso un asso dei social, quanto piuttosto che con quel post scritto di getto su qualcosa che credo veramente tanto, ho toccato delle corde sensibili, che non sono affatto la sola a pensarla così, ma siamo in tanti, in tanti che vediamo e abbiamo comportamenti che non ci piacciono, ma al tempo stesso non sappiamo mica tanto bene come fare per smetterla di comportarci così. E, in effetti, non è così semplice, ci sono la nostra educazione, i si è sempre fatto così, le persone che pare non abbiano altro da fare che scassare gli zebedei ai genitori, la stanchezza, varie robe di rispecchiamenti psicologici in cui mai mi addentrerò (ma leggetevi Françoise Dolto quando dice che i bambini sono gli psicologici della famiglia, perché ha ragione). Nel mio post però ci sono esempi davvero da stronzi, non è che sto dicendo di trattare i più piccoli come se fossero i padri  dell’umanità, sto dicendo di non denigrarli di fronte ad altri, di non negare i loro sentimenti quando li esprimono, di vederli come persone. Le basi proprio.

Eppure facciamo fatica. E non solo facciamo fatica, ma molti di noi di fronte ad una cosa che a me appare proprio ovvia, si chiedono come possono fare senza che allora i bambini diventino piccoli tiranni senza limiti.

Personalmente fatico a vedere la connessione tra non ti umilio e rispetto i tuoi sentimenti e allora ti permetto ogni comportamento anche il più autolesionistico. Un genitore penso possa essere al tempo stesso molto rigido e molto rispettoso e viceversa – cosa poco carina, che voglio dire – i genitori che si mostrano poco rispettosi dei figli, che minacciano punizioni, che credono nel bastone e nella carota e altre tecniche educative, sono pure molto spesso gli stessi che si disinteressano se un comportamento della figliolanza non è rispettoso degli altri. (Se non si fosse capito, penso che i genitori che minacciano i figli di ogni punizione possibile, siano gli stessi che poi li lasciano fare lo slalom tra i camerieri quando si devono rilassare a cena.)

La regola d’oro dell’educazione è allora comportarsi con i propri figli, come si vorrebbe essere trattati.

Non cercando di diventare da un giorno all’altro esempi di morale e autorevolezza, tanto i bambini lo sanno che mangiamo Oreo di nascosto sul divano e mentiamo quando diciamo a nostra suocera che non può venire perché abbiamo un appuntamento. Quanto piuttosto trovando la forza quando stiamo per partire con una sparata, di fermarci un momento e di chiederci: “Vorrei essere trattato così?”. Senza magari i megalomani pensieri di perfezione, che non paiono estinti, ma anzi, da quando Maria Montessori ne Il bambino in famiglia scriveva:

Improvvisamente, è subentrato per loro (madre e padre) un nuovo dovere: il dovere di essere perfetti. A loro tocca educare i figlioli con autorità cosciente, correggerne i difetti e migliorarli con i castighi, ma soprattutto con l’esempio della perfezione. Ciò crea una situazione che non staremo qui a discuterne minutamente, perché tutti conoscono le difficoltà e le contraddizioni che ne derivano nella vita comune.

Mettere da parte quest’idea che dobbiamo essere perfetti di fronte ai bambini, ha due effetti collaterali piuttosto utili nell’educazione. Il primo è che possiamo essere noi stessi e non interpretare la stressante parte del papà o della mamma, e magari togliendo un po’ di questo stress possiamo pure essere più gentili. Il secondo, è che abbiamo così la possibilità liberatoria di scusarci se sbagliamo (e sbagliamo), insegnando ai nostri figli che si può sbagliare, ma ci si deve scusare (insegnandoglielo davvero, non tipo pappagalli, come quando ripetiamo loro all’infinito quando fanno qualche casino “Chiedi scusa, ora chiedi scusa” fino ai surreali “dai un bacino, fai una carezza”, mentre il bambino menato/spintonato/derubato è in lacrime e li guarda con istinto killer)

Allora, chi comincia a comportarsi bene con quelli piccoli? Cominci tu?

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