La libertà di leggere

Scena. Interno giorno.

Una libreria come tante, forse una catena, forse no.

Ci sono una nonna con un bambino, bello sorridente, e un papà con una bambina, vivace con i codini. La nonna chiede al bambino quale libro desidera, mostrando con la mano la sezione Lionnicarlemunari, il bambino la guarda e si fionda su Cars, Il librotto di Saetta McQueen e suoi amici. La nonna allora prova a prendere un altro libro e lo mostra al bambino “Uh! Guarda questo che bello!” Il bambino la ignora immerso nella “letturatto” delle quattro pagine del librotto, la nonna propone 150 altri libri (è una libreria ben fornita), tutto Topipittori, una selezione Babalibri, tre Corraini, fino a che si arrende ed escono con Saetta McQueen e la nonna che si lamenta che comprano solo libri dei cartoni. Il papà invece è un tipo deciso, tutto d’un pezzo e mentre la bambina sta sfogliando l’opera omnia dei Super Pigiamini, lui sceglie un bel libro sui miti greci che tanto ai bambini piacciono sempre, paga e sollecita la creatura a sbrigarsi che devono andare. Al, per niente timido, “Voglio questo” tenendo in mano PJMask Il treno scomparso, il papà risponde con un “No, quello è brutto, lo leggi una volta e poi lo lasci lì, ti ho già preso questo”. E così escono.

Scena inventata sulla base di tante altre viste realmente, delle volte che ho provato a distogliere l’attenzione dai giocattoli (librai, lo so che ne avete bisogno, ma distraggono una roba che va bene) e sulla base del dubbio amletico “”.meglio che scelga da solo una cosa orrenda esercitando così la capacità di scegliere, o meglio che decida io qualcosa che sia vagamente più decente?

Un metodo educativo basato sulla libertà deve intervenire per aiutare il bambino a conquistarla e deve avere per mira la liberazione del bambino da quei legami che ne limitano le manifestazioni spontanee. A mano a mano che il bambino procederà per questa via le sue manifestazioni spontanee saranno più limpide di verità, rivelatrici della sua natura. Ecco perché la prima forma dell’intervento educativo dovrebbe avere come oggetto di guidare il bambino per i sentieri dell’indipendenza.

Montessori, Maria. La scoperta del bambino (Garzanti Saggi)

Quello della lettura per l’infanzia è per me un terreno delicato, so quanto sia importante nello sviluppo del bambino, quanto il mercato sia martellante e quanto non sia affatto così banale trovare l’albo illustrato che al tempo stesso piaccia e sia di qualità. In libreria e in biblioteca, mi regolo così: un libro io e uno mio figlio. Questo lo faccio tutte le volte che posso, ma capita che usciamo con Le avventure di Planes oppure più raramente, con un libro scelto da me. Per me, l’importante è che in quel momento l’esperienza dello stare in libreria sia piacevole e soddisfacente, se scegliessi sempre io i libri, diventerebbe invece un’esperienza frustrante per mio figlio. Quindi più che sul libro con cui usciamo, la mia attenzione è focalizzata sull’esperienza. Per questo odio le librerie con uno spazio bimbi non accogliente.

E qui, però viene la questione su come si può supportare lo sviluppo di una reale libertà di scelta, la conquista della libertà. Conquista che può esservi solo con l’indipendenza data dal poter conoscere prima e valutare dopo le alternative, e anche il nostro approccio alle alternative (non so voi, ma io leggo pure un sacco di gratificantissima robaccia). Se nella libreria di casa abbiamo solo libri dei cartoni animati, sarà molto difficile per il bambino costruirsi il proprio personale gusto in fatto di lettura senza subire i condizionamenti del mercato. E d’altra parte se abbiamo solo libri inadatti a lui, non sarà facilissimo che sviluppi l’idea che leggere è bello.

Accompagnare i piccoli verso una vita da lettori, che è molto appagante e divertente invece, vuol dire rendere per loro la lettura condivisa o meno, un’esperienza piacevole, gratificante e varia, in modo da permettere alla libertà di scelta di diventare effettiva e non semplicemente guidata da chi indirizza le scelte altrui per mestiere.

Il grosso dei libri di casa nostra, infatti, l’abbiamo comprato noi genitori senza bambino al seguito, facendo scelte ponderate sul suo gusto e/o sugli argomenti di interesse del momento. In alcuni casi, le scelte più sofisticate le abbiamo fatte sul nostro personale piacere della lettura di certi albi, che chissà se piaceranno o no al piccolo di casa, intanto rimangono lì a disposizione.

Quindi ricapitolando. Quello che faccio io è: avere un libreria a casa rifornita con i libri che io (ragionandoci su non poco, a meno che non trovi una super offerta) ritengo belli, adatti e ben fatti; in libreria scegliamo un libro per uno oppure sceglie lui, in biblioteca uguale.

Alla fine anche per quanto riguarda la lettura, l’ambiente è un fattore educativo estremamente rilevante e io preferisco concentrarmi su come creare un ambiente che invogli alla lettura con albi di qualità, realmente pensati per i desideri del bambino, più qualcosa che piace solo a me, ma rompa un po’ le righe, mostrando la via, magari, verso nuovi interessi. Penso proprio ad un ambiente preparato per la lettura. Lasciando tutta la libertà possibile nella scelta.

(Come scegliere libri che piacciano ai bambini e siano pure bellini è una altro discorso su cui tornerò presto)

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