Il cestino dei tesori

Dai sei mesi del bambino o meglio da quando sta seduto si può proporre il famoso cestino dei tesori. Non voglio ripetere i circa 73.200 risultati che escono cercando cestino dei tesori su Google, perché non ce n’è bisogno, vorrei però fare un po’ di chiarezza citando Accogliere un bambino di Grazia Honneger Fresco che è il libro di cui ho fatto vedere qualche pagina nelle mie storie instagram di questa settimana.

Il libro di riferimento per le attività 0-3 anni, evidentemente anche in questo caso, è  Persone da zero a tre anni. Crescere e lavorare nell’ambiente del nido è un libro di Elinor Goldschmied, che nonostante il titolo va benissimo anche per i genitori.

Come fare quindi il cestino dei tesori?

Cercate un cestino circolare senza manici, largo circa 25 cm, con i bordi alti almeno 6 cm. Dentro potete riunire oggetti diversi per forma, colore, superficie, peso. Ad esempio un portauovo di legno e uno di acciaio, un pennello da trucco o da barba ben puliti o nuovi, una pezzuola di cotone e una di rete, una radice di ireos (un tempo si vendevano in farmacia come dentaruoli), un cucchiaino, un piccolo limone, uno scovolino in legno da miele, una palla di legno da cucito, un passino da tè in acciaio inossidabile e ancora molto altro.

Per favore, raccomanda Elinor, nessun oggetto di plastica, notoriamente poverissima quale fonte di sensazioni.

Va da sé che tutti gli oggetti devono essere sicuri, non graffiare la pelle delicata dei bambini ed essere maneggevoli.

Il bambino è libero di esplorare le differenze, il liscio, il ruvido, il freddo e il caldo, e così via in modo assolutamente libero con le mani e, vista l’età anche con la bocca, ma dato che gli oggetti sono attentamente selezionati non c’è pericolo.

Tante idee su cosa mettere nel cestino le trovate qui, qui e qui, anche se nella foto mi sembra un cesto un po’ alto. Questi sono gli esempi che ho trovato più fattibili e più vicini all’idea dietro al cestino del tesori, che non è un’accozzaglia di oggetti in una specie di scatola e neppure una forma di addestramento al colore o ad altre caratteristiche degli oggetti, ma uno strumento di sperimentazione pensato per rispondere alle esigenze di questa fascia di età.

L’immagine è presa da qui.

 

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